Il giuramento è il momento in cui un allievo della Guardia di Finanza smette di essere solo un vincitore di concorso e diventa parte del Corpo. È una cerimonia militare pubblica, con una formula precisa, un luogo preciso e un significato che va oltre il rito. Chi si prepara al concorso, o chi ha un figlio o un compagno tra gli allievi marescialli, si trova spesso a chiedersi quando arriva, che cosa si dice esattamente e che cosa cambia dopo.
Questa guida mette in fila le informazioni utili: la formula del giuramento e il suo riferimento normativo, lo svolgimento della cerimonia, la differenza tra il percorso degli allievi marescialli e quello degli allievi ufficiali, e il seguito del percorso formativo.
Che cos’è il giuramento nella Guardia di Finanza

Il giuramento della Guardia di Finanza è un impegno solenne di fedeltà alla Repubblica Italiana assunto dal militare. Non è un adempimento burocratico tra altri: è l’atto con cui una persona lega la propria condotta professionale a un vincolo pubblico verso lo Stato.
Per gli allievi marescialli, il rito ha un valore ulteriore. Le cronache delle cerimonie all’Aquila lo descrivono come il momento che simboleggia l’ingresso nella famiglia delle Fiamme Gialle e l’avvio formale dell’esperienza nel Corpo. Da quel giorno, l’allievo non è più un candidato: è un giovane militare inserito in una struttura con la sua storia e le sue regole.
I valori richiamati sono sempre gli stessi. Dovere, onore, lealtà, disciplina, sacrificio, servizio allo Stato. Nella lettura del regolamento di disciplina militare, con il giuramento il militare di ogni grado si impegna ad agire animato da un’elevata idealità del dovere, con spirito di abnegazione tale da sopportare disagi e privazioni e da affrontare con coraggio i pericoli. L’onore militare è indicato come il bene più prezioso del patrimonio ideale delle forze armate, e la lealtà come la condizione che rende chiari i rapporti tra militari di qualsiasi grado, rafforzando la disciplina nella stima e nella fiducia reciproche.
Il testo della formula e il suo significato
La formula del giuramento è unica per tutti i militari. Il testo attuale, ricondotto all’art. 2 della Legge 11 luglio 1978, nr. 382, è il seguente:
«Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni».
Sono poche righe, ma ogni segmento pesa. La fedeltà è alla Repubblica Italiana, non a una persona o a un governo. L’osservanza riguarda la Costituzione e le leggi, cioè l’ordinamento nel suo insieme. L’adempimento dei doveri è qualificato da due parole, disciplina e onore, che nel linguaggio militare hanno un contenuto tecnico e non solo retorico. Il fine indicato è duplice: difesa della Patria e salvaguardia delle libere istituzioni.
Vale la pena ricordare da dove arriva questo testo. Il regolamento di disciplina militare del 1929 prevedeva un giuramento di fedeltà al Re e ai suoi Reali Successori, con l’impegno di osservare lo Statuto e le leggi dello Stato. Dopo il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, il 13 giugno Re Umberto dichiarò sciolti dal giuramento tutti coloro che lo avevano prestato. Dal dopoguerra al 1978 i giuramenti dei dipendenti dello Stato furono regolati dalla legge 23 dicembre 1946, n. 478, prima dell’attuale formula unificata.
Come si svolge la cerimonia del giuramento

Il quadro procedurale è fissato dall’art. 6 del Regolamento di Disciplina Militare, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica del 18 luglio 1986 nr. 545: il giuramento si presta in forma solenne, alla presenza della bandiera e del comandante di corpo. È questa cornice che distingue il giuramento da qualsiasi altra firma amministrativa.
Nelle cerimonie collettive degli allievi marescialli la sequenza è riconoscibile. Si apre con l’intervento del comandante della Scuola, che pronuncia poi la rituale formula del giuramento. Alla sua chiamata gli allievi rispondono con il grido «Lo giuro!». Seguono l’esecuzione dell’inno nazionale e la sfilata dei reparti. Nelle cerimonie degli allievi ufficiali documentate dal Corpo, la conclusione comprende lo sfilamento in parata e gli onori finali, che sanciscono l’ingresso nella famiglia delle Fiamme Gialle.
Il giuramento individuale ha una liturgia diversa e più intima. L’ufficiale o l’ispettore che giura sguaina la sciabola, la consegna al comandante, recita la formula di rito, sottoscrive l’Atto di Giuramento, riprende la sciabola e la rinfodera. Su un punto conviene essere prudenti: l’associazione UNUCI di Gallarate sostiene che sull’Atto di Giuramento vada applicata la marca da bollo a pena di nullità, ma si tratta di un requisito che non trova conferma nelle fonti ufficiali del Corpo.
Un chiarimento utile per chi sta ancora affrontando il concorso: la bandiera di guerra e il cerimoniale non hanno niente a che vedere con una prova d’esame. Come sottolineato dalla TGR Abruzzo della Rai in un servizio dedicato al giuramento dell’Aquila, si tratta di una formalità e di una cerimonia legata al percorso formativo, non di una prova concorsuale da superare.
Dove si colloca il giuramento nel percorso degli allievi marescialli
Per gli allievi marescialli, il giuramento arriva presto. Nel caso del 97° Corso “Cervino III”, la cerimonia si è tenuta il 18 aprile 2026 e ha segnato l’inizio di un intenso percorso formativo della durata di tre anni presso la scuola ispettori e sovrintendenti dell’Aquila.
La stessa logica si ritrova nei corsi precedenti. Per il 95° corso “Argentera III”, gli allievi arruolati il 19 gennaio hanno giurato il 3 maggio: la cerimonia è stata descritta come il primo importante traguardo dei giovani allievi ispettori. Per il 93° corso “Corfù II”, i 1.032 allievi marescialli arruolati il 17 gennaio hanno prestato giuramento poche settimane dopo, sempre nella piazza d’armi della Scuola a Coppito.
Il messaggio, per chi si sta preparando, è chiaro: il giuramento non è la fine del percorso ma il suo atto di apertura. Dopo quel giorno restano tre anni di lezioni, addestramento e valutazioni prima dell’impiego pieno nei reparti.
Marescialli e ufficiali: perché il momento può cambiare
La collocazione del giuramento nel percorso non è identica per tutti i ruoli, e questo spiega perché in rete si trovano informazioni apparentemente contrastanti.
Per gli allievi ufficiali, la cerimonia si svolge presso l’accademia della Guardia di finanza di Bergamo. Il 22 marzo, secondo quanto comunicato dal Corpo, hanno giurato gli Allievi Ufficiali del 124° Corso «Brazzano IV», del comparto ordinario, e del 23° Corso «Eridano II», del comparto aeronavale. Alla cerimonia erano presenti il Ministro dell’Economia e delle Finanze, On. Giancarlo Giorgetti, il comandante generale della Guardia di finanza, Gen. C.A. Andrea De Gennaro, il Comandante in Seconda, Gen. C.A. Bruno Buratti, il Generale Ispettore per gli istituti di istruzione del Corpo, Gen. C.A. Vito Augelli, oltre a numerose autorità civili, militari e religiose di livello nazionale e locale.
Esiste poi il caso del giuramento individuale dei marescialli a fine percorso. Il 17 luglio 2026 all’Aquila gli allievi del 95° Corso “Argentera III” hanno prestato giuramento individuale, rinnovando davanti alle autorità del Corpo l’impegno di fedeltà alla Repubblica assunto al momento dell’arruolamento.
C’è una ragione normativa dietro questa ripetizione. Il regolamento di disciplina militare prevede che ufficiali, personale dei ruoli ispettori e marescialli, sovrintendenti e sergenti e volontari graduati in servizio permanente effettivo prestino giuramento individuale una sola volta, ma che il giuramento vada rinnovato ogni volta che il militare cambia ruolo: dal ruolo dei volontari di truppa a quello sergenti, poi al ruolo marescialli e infine al ruolo ufficiali. Gli altri militari in ferma prefissata giurano di norma collettivamente. Chi progredisce nella carriera, quindi, può trovarsi a giurare più di una volta.
Che cosa cambia dopo il giuramento
Nel caso documentato del 95° Corso “Argentera III”, con il giuramento individuale cambia lo status: da allievo a militare in servizio permanente effettivo. È un passaggio sostanziale, che incide sulla posizione giuridica e sull’inquadramento nel Corpo.
Il cambiamento di status non chiude però l’apprendimento. La formazione prosegue sul campo, in attesa dell’assegnazione ai reparti operativi. È una precisazione importante per chi immagina il giuramento come una linea di arrivo: la parte più concreta del mestiere comincia dopo.
Per i cadetti che hanno appena iniziato, invece, il quadro è diverso. Il giuramento collettivo apre il triennio e i cadetti restano allievi, con lezioni, addestramento e vita di caserma da affrontare prima di ogni altro passaggio.
Formazione, legalità e identità professionale
La scuola ispettori e sovrintendenti dell’Aquila è da decenni il luogo in cui si formano i quadri intermedi delle Fiamme Gialle. Il Generale ispettore per gli istituti di istruzione, Gen. C.A. Vito Augelli, l’ha definita un asset strategico del Corpo.
Le dimensioni aiutano a capire il peso di questa struttura. Sempre secondo Augelli, il comparto della formazione della Guardia di Finanza è un comando articolato e numeroso, una famiglia di circa 9.000 persone, di cui circa 6.000 in addestramento e circa 3.000 permanenti che compongono il quadro degli istruttori.
L’obiettivo dichiarato della formazione non è solo tecnico. Si tratta di fornire competenze utili a incidere sulla legalità e sulla correttezza e a promuovere la crescita delle comunità. È lo stesso orizzonte richiamato nella formula: le libere istituzioni da salvaguardare non sono un’astrazione, ma il contesto in cui il militare lavorerà ogni giorno.
Il senso della scelta è stato riassunto così dal Gen. C.A. Vito Augelli in occasione del giuramento dei 1.200 allievi marescialli del 97° Corso “Cervino III”:
«Oggi per la Guardia di Finanza e per lo Stato è un giorno di festa perché 1200 nostri ragazzi hanno deciso di dedicare la loro vita al servizio dello Stato, al servizio delle nostre comunità e di far parte integrante della squadra della Guardia di Finanza che a sua volta parte dalla squadra dello Stato, una squadra vincente, basata su valori condivisi, e noi siamo orgogliosi e onorati che questi ragazzi abbiano deciso di entrare nel corpo della Guardia di Finanza».
Dove si tiene il rito e chi vi partecipa
Per gli allievi marescialli, il riferimento è la piazza d’armi della scuola ispettori e sovrintendenti dell’Aquila, nella zona di Coppito. È lì che si sono svolte, come di consueto, le cerimonie dei corsi documentati negli ultimi anni.
La partecipazione del pubblico è ampia. Per il giuramento del 97° Corso “Cervino III” sono stati indicati circa 5.000 ospiti tra familiari e amici. Per il 93° corso “Corfù II” erano attese oltre 3.000 persone accanto ai 1.032 allievi marescialli. Alla cerimonia di quel corso era presente anche il comandante generale del Corpo, Giuseppe Zafarana, mentre il discorso di apertura è stato affidato al comandante della Scuola, il generale Cristiano Zaccagnini, che ha poi pronunciato la rituale formula del giuramento.
Le autorità presenti variano da cerimonia a cerimonia. Possono comprendere il vertice del Corpo, rappresentanti del Governo e autorità civili, militari e religiose, come accaduto per il giuramento degli allievi ufficiali all’accademia di Bergamo. Per chi assiste dagli spalti, resta una piazza d’armi piena e un rito che si ripete con la stessa sequenza da generazioni.
Il passo successivo per chi si sta preparando
Se il giuramento è l’inizio e non la fine, la domanda pratica diventa un’altra: come arrivare a quel giorno. Chi punta ai ruoli della Guardia di Finanza deve prima superare il concorso, e la preparazione richiede metodo, esercitazione sulle prove e conoscenza aggiornata dei bandi.
Il consiglio operativo è semplice: verifica su quale ruolo vuoi concorrere, marescialli o ufficiali, perché cambiano requisiti, sede di formazione e durata del percorso formativo. Poi organizza lo studio su quelle prove specifiche, valutando un percorso di preparazione strutturato, anche presso una scuola sul territorio come quelle attive a Bari. È il modo più concreto per trasformare l’interesse per la cerimonia in un obiettivo raggiungibile.
Domande frequenti
Qual è il testo del giuramento della Guardia di Finanza?
La formula è: «Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni». Il testo è ricondotto all’art. 2 della Legge 11 luglio 1978, nr. 382.
Qual è la frase del giuramento della Guardia di Finanza?
La frase centrale è quella di fedeltà alla Repubblica Italiana, alla Costituzione e alle leggi, con l’impegno di adempiere con disciplina e onore ai doveri del proprio stato. Nella dinamica della cerimonia, alla chiamata del comandante si risponde «Lo giuro!».
Che cos’è il giuramento della Guardia di Finanza?
È un atto solenne con cui il militare assume un impegno di fedeltà alla Repubblica e ai valori del servizio. Per gli allievi marescialli è anche il momento che simboleggia l’ingresso nella famiglia delle Fiamme Gialle.
Quando si presta il giuramento nel percorso degli allievi marescialli?
Per gli allievi marescialli il giuramento collettivo si colloca all’inizio del percorso formativo triennale e viene descritto come il primo importante traguardo dopo l’arruolamento. La collocazione può variare in base al corso, al ruolo e al tipo di giuramento.
Il giuramento della Guardia di Finanza è una prova del concorso?
No. Come chiarito dalla TGR Abruzzo della Rai a proposito della cerimonia dell’Aquila, si tratta di una formalità e di una cerimonia legata al percorso formativo, non di una prova concorsuale.
Il giuramento è individuale o collettivo?
Dipende dal ruolo e dalla posizione del militare. Il regolamento prevede il giuramento individuale per ufficiali, sottufficiali e volontari in servizio permanente, mentre per gli allievi marescialli sono documentati sia riti collettivi di corso sia giuramenti individuali.
Dove si svolge il giuramento degli allievi della Guardia di Finanza?
Per gli allievi marescialli, nella piazza d’armi della Scuola Ispettori e Sovrintendenti dell’Aquila, nella zona di Coppito. Per gli allievi ufficiali, le cerimonie citate si sono svolte presso l’Accademia della Guardia di finanza di Bergamo.
Quando si è tenuto il giuramento degli allievi marescialli della Guardia di Finanza all’Aquila nel 2026?
Per il 97° Corso “Cervino III” la cerimonia si è svolta il 18 aprile 2026 presso la Scuola Ispettori e Sovrintendenti dell’Aquila. È una data riferita a quel corso e non una scadenza valida per tutti gli allievi del Corpo.
Quanto dura la formazione della Guardia di Finanza?
Per gli allievi marescialli del 97° Corso “Cervino III” il percorso formativo dura tre anni. La durata può differire per gli altri ruoli, come gli allievi ufficiali, quindi va sempre riferita al corso specifico.
Cosa cambia dopo il giuramento per un allievo maresciallo?
Nel caso documentato del 95° Corso “Argentera III”, l’allievo passa allo status di militare in servizio permanente effettivo. La formazione prosegue comunque sul campo, in attesa dell’assegnazione ai reparti operativi.



